Morenqemix è nata nel 2017 da una frustrazione precisa. Giulia Ferrante lavorava come buyer per un importatore milanese e continuava a trovare, nei negozi italiani, spezie confezionate due o tre anni prima, senza data di raccolta, senza origine verificabile. Un giorno ha comprato dello zafferano in un supermercato di Bologna e lo ha confrontato con un campione iraniano di prima scelta che aveva in ufficio. Il colore era simile. Il profumo era un'altra cosa. Ha deciso che valeva la pena aprire qualcosa di diverso.
Il negozio ha aperto in ottobre 2017 con un bancone di legno recuperato, sei varietà di pepe e uno zafferano in pistilli da un produttore di Khorasan con cui Giulia aveva lavorato anni prima. Il primo anno è stato lento. La gente entrava, guardava i prezzi, usciva. Poi, nell'inverno 2018, un articolo su una rivista gastronomica locale ha portato una piccola folla di cuochi casalinghi curiosi. Da quel momento il passaparola ha fatto il resto. Oggi il catalogo conta oltre novanta referenze, tutte con data di raccolta e scheda di origine.
Giulia Ferrante ha lavorato per sei anni come buyer per un importatore di spezie a Milano, dove ha imparato a distinguere uno zafferano iraniano di prima scelta da uno spagnolo di seconda. Nel 2017 ha aperto Morenqemix con un bancone, duecento grammi di pepe lungo del Kerala e la convinzione che la maggior parte delle spezie vendute in Italia fossero vecchie di almeno due anni. Ha rifiutato due proposte di distribuzione in grande scala perché avrebbero richiesto di abbassare gli standard di selezione. Quando non è in negozio, coltiva erbe aromatiche sul balcone e legge etnobotanica.